Le trincee e le caverne risalenti al periodo della 1a Guerra Mondiale sono sicuramente il sito di interesse storico e il patrimonio più noto del monte Sabotino. Erano scavate fra gli anni 1915 e 1917 quando sul Sabotino si cambattevano le 12 battaglie d'Isonzo, nelle quali sul fronte isontino si scontrarono gli eserciti italiano e austro-ungarico.
L'intero Sabotino è intrecciato dalle trincee e caverne; i visitatori sono impressionati per lo più dai sistemi di caverne sulla cresta del Sabotino nei pressi del rifugio alpino, le quali sono ripuliti e sistemati per poter essere visitati.
Sabotino fu per la sua posizione sopra la città di Gorizia il punto cruciale del sistema difensivo austriaco. Gli austriaci incominciarono a fortificare le proprie posizioni nel 1915 prima che cominciassero gli scontri. La funivia fu condotta dalla valle d'Isonzo per provvedere alimenti e la munizione. L'esercito austriaco riuscì a difendere le proprie postazioni fino all'inizio della 6a battaglia d'Isonzo nell'agosto del 1916, quando gli italiani conquistarono Sabotino e un mese dopo anche la città di Gorizia. Le unità dell'esercito austro-ungarico si ritirarono sulla riva est d'Isonzo e il ruolo del Sabotino cambiò completamente. Gli italiani trasformarono le caverne secondo le proprie esigenze; ci sistemarono i cannoni per bombardare le postazioni sul monte Kuk, Monte Santo, Vodice e sul monte San Gabriele.
La vita dei soldati fu come altrove sul fronte isontino insicura e piena di mancanza. Si dormiva nelle caverne sui pancacci di legno, l'alimentazione fu semplice e scarsa, i soldati furano molestati dai pidocchi. Nonostante questa scarsità generale gli ufficiali militari invece si concessero un grande lusso; all'ingresso del comando scavarono la vasca da bagno.